Dopo tanti, lunghissimi, mesi è pronto per uscire nelle sale “ZERO” , film-inchiesta sull'11/9, cui hanno preso parte tra i tanti nomi, Dario Fo, Moni Ovadia, Lella Costa e una miriade di protagonisti e analisti europei e americani dell'11 settembre. Il film, sarà proiettato nelle sale cinematografiche italiane e in diverse catene televisive straniere a partire da ottobre. Si deve questo eccezionale risultato, di sostanza e di qualità a un gruppo di registi, sceneggiatori, attori, operatori che si è coagulato attorno a Megachip e al suo progetto-verità. I dettagli li potete trovare sul sito www.zerofilm.it e su www.megachip.info. Ma il progetto "Zero" si articola in un'operazione multimediale di più vaste proporzioni.
Da questa settimana, inoltre, è nelle librerie italiane un volume collettivo, curato da Giulietto Chiesa e Roberto Vignoli, con lo stesso titolo e la stessa impostazione grafica del film, che raccoglie i contributi di eccezionale livello di molti autori stranieri e di un gruppo di autori italiani (Claudio Fracassi, Franco Cardini, Lidia Ravera), lo stesso Chiesa e stranieri, tra cui Gore Vidal. La casa editrice è Piemme. – “Tutto ciò dimostra la concretezza del nostro impegno e la forza della nostra determinazione. Siamo certi che questa doppia uscita scatenerà contro di noi, e contro di me personalmente, una canea d'insulti (visto che tacerne sarà impossibile) ma darà anche risposta a molte attese e costringerà i bugiardi a difendersi. Che è esattamente ciò che ci proponevamo di fare nella nostra battaglia contro la GFSM, cioè la Grande Fabbrica dei Sogni e delle Menzogne, che è la stessa che prepara le guerre del presente e del futuro. Andare a vedere il film, propagandarlo, sostenerlo in tutti i modi, comprare il libro e diffonderlo sarà il modo migliore per andare all'offensiva. In fondo libro e film sono stati concepiti proprio come strumenti per la lotta. Grazie per tutto quello che farete."- Giulietto Chiesa. L´11 settembre ha cambiato la storia. Con quel tragico e spettacolare attentato, in cui hanno perso la vita circa tremila persone innocenti, gran parte delle certezze occidentali sono andate in frantumi.Ne è seguita un´offensiva che ha già prodotto due guerre e ha modificato non solo la geopolitica di intere aree del pianeta, ma tutti i rapporti di forza consolidati nei decenni precedenti.I responsabili dell´attacco sono stati additati al mondo con singolare rapidità, e un solo, presunto responsabile è stato giudicato da un regolare tribunale e condannato all´ergastolo.Ma un´ analisi attenta evidenzia che la versione ufficiale non è solo lacunosa in decine di punti essenziali, ma in altre decine di punti dimostrabilmente falsa. Salvo rarissime eccezioni, i media hanno rispettato il tabù, e negli anni hanno applicato quella legge del giornalismo contemporaneo secondo cui - per dirla con Gore Vidal - «ciò che non dovrebbe essere vero, non lo è».Noi non accettiamo questo criterio.L´eccezionale rilevanza dell´evento appare del tutto incompatibile con una tale massa di omissioni, distrazioni, dimenticanze, silenzi. La tesi dell´inefficienza, delle incompetenze, non regge alla più elementare delle analisi.È stato scritto autorevolmente che la verità sull´11 settembre non la saprà questa generazione. Noi non possiamo pretendere di sostituirci agli investigatori che hanno svolto la loro opera a partire dai dati primari raccolti sui luoghi. Ma i materiali che hanno prodotto rivelano falsità ed errori che possono essere dimostrati.Per questo abbiamo raccolto un´enorme mole di dati, fatti, analisi, immagini e li abbiamo posti sotto il vaglio rigoroso di verifiche che hanno coinvolto un gran numero di specialisti di provata competenza nei diversi campi dell´indagine. Sono quelle verifiche a confermare i sospetti, a suggerire ipotesi ben più realistiche e a darci un´assoluta certezza: non è, proprio non può essere andata come ci hanno raccontato. Per avvicinarci alla verità, siamo ripartiti da zero.
Tratto dall’intoduzione di Giulietto Chiesa del libro “ZERO”
01 settembre 2007
23 agosto 2007
LABORATORIO '48 : SI RIPARTE!!!!
Inizia una nuova stagione per LABORATORIO ’48 all’insegna della collaborazione.
È sorta di fatto in questi mesi estivi, l’idea di unire tante organizzazioni simili alla nostra, ma non solo, per creare qualcosa di nuovo e forte, capace di proporre qualcosa di concreto per la nostra città.
“La Rete” , questo almeno il nome provvisorio, raggruppa le più svariate associazioni giovanili, chi opera nel sociale , chi è attivo nel mondo politico a livello locale, chi fa informazione. Ce n’è per tutti insomma.
L’intento è quello, come già accennato, di dare una possibilità a tutti quei ragazzi (e ce ne sono tantissimi) interessati a fare politica vera, anche solo per trovarsi con persone nuove, anche per dire semplicemente la propria opinione.
Ragazzi che non si ritrovano nella politica spesso troppo “aggressiva” dei centri sociali padovani, ma che pure nei partiti politici non riescono a trovare i propri spazi.
“La Rete” è ancora un cantiere chiaramente ma le idee certamente non mancano. Si sono già fatte diverse riunioni e si comincia già ad intravedere una “fisionomia” per questa nuovo soggetto giovanile. È evidente che sarà un soggetto di centro-sinistra, che ritiene vitale però mantenere la propria autonomia da alcun partito politico, questo è indispensabile per non perdere quel lato critico che caratterizzerà “La Rete”.
“La Rete” sarà aperta a tutti, singoli cittadini o associazioni che siano.
Siamo all’inizio di questa nuova esperienza che ci auguriamo lunga e fortunata, quindi queste restano solamente parole, si vedrà come si svilupperà questo progetto solamente coi fatti, scendendo nelle piazze, organizzando eventi, incontri e perché no, festival musicali .
Questa, ci teniamo a specificarlo, non è la fine di Laboratorio ’48, che continuerà con le proprie iniziative come ha sempre fatto.
Se volete saperne di più su “La Rete”, sugli incontri ed eventi, potete sempre utilizzare la nostra mail per chiederci tutte le informazioni di cui avete bisogno. (laboratorio48@gmail.com)
È sorta di fatto in questi mesi estivi, l’idea di unire tante organizzazioni simili alla nostra, ma non solo, per creare qualcosa di nuovo e forte, capace di proporre qualcosa di concreto per la nostra città.
“La Rete” , questo almeno il nome provvisorio, raggruppa le più svariate associazioni giovanili, chi opera nel sociale , chi è attivo nel mondo politico a livello locale, chi fa informazione. Ce n’è per tutti insomma.
L’intento è quello, come già accennato, di dare una possibilità a tutti quei ragazzi (e ce ne sono tantissimi) interessati a fare politica vera, anche solo per trovarsi con persone nuove, anche per dire semplicemente la propria opinione.
Ragazzi che non si ritrovano nella politica spesso troppo “aggressiva” dei centri sociali padovani, ma che pure nei partiti politici non riescono a trovare i propri spazi.
“La Rete” è ancora un cantiere chiaramente ma le idee certamente non mancano. Si sono già fatte diverse riunioni e si comincia già ad intravedere una “fisionomia” per questa nuovo soggetto giovanile. È evidente che sarà un soggetto di centro-sinistra, che ritiene vitale però mantenere la propria autonomia da alcun partito politico, questo è indispensabile per non perdere quel lato critico che caratterizzerà “La Rete”.
“La Rete” sarà aperta a tutti, singoli cittadini o associazioni che siano.
Siamo all’inizio di questa nuova esperienza che ci auguriamo lunga e fortunata, quindi queste restano solamente parole, si vedrà come si svilupperà questo progetto solamente coi fatti, scendendo nelle piazze, organizzando eventi, incontri e perché no, festival musicali .
Questa, ci teniamo a specificarlo, non è la fine di Laboratorio ’48, che continuerà con le proprie iniziative come ha sempre fatto.
Se volete saperne di più su “La Rete”, sugli incontri ed eventi, potete sempre utilizzare la nostra mail per chiederci tutte le informazioni di cui avete bisogno. (laboratorio48@gmail.com)
21 agosto 2007
VUOTI DI INDIGNAZIONE

Questo è un Paese dove mafiosi di ogni tipo si arrogano il diritto di emettere sentenze. Ti possono anche condannare a morte, se vogliono. L’ultima condanna è stata inflitta a Roberto Saviano, giornalista e scrittore ventottenne, che con il libro “Gomorra” ha descritto, vivendolo in prima persona, l’impero economico della camorra, o meglio del Sistema, guidato da boss, che sono oggi manager e imprenditori che commerciano con tutto il mondo. Dopo una notizia di questa gravità pensi che va bene, che le mafie esistono da tempo, che non c’è motivo di stupirsi, perchè l’orgogliosa reazione di una nazione, della sua classe dirigente, degli intellettuali, non si farà di certo aspettare. Invece niente (o quasi). Non c’è una risposta che indichi un tragitto comune. Non abbiamo bisogno di nuovi martiri per la libertà, l’Italia ne ha avuti fin troppi. Questo manifesto non vuole esprimere solo solidarietà, perché la legalità non ha bisogno di molte parole, ma di azioni concrete, quotidiane. Non dobbiamo illuderci che questi siano problemi solo di Saviano, o del meridione. Quando l’ennesima buca sull’autostrada Salerno- Reggio Calabria rende pericoloso il tragitto, tutti dobbiamo essere disposti a colmarla, perché il nostro interesse a non precipitarci dentro coincide con quello degli altri. Colmare quella buca significa anche colmare un vuoto, un vuoto di indignazione. Ci rivolgiamo a tutte le forze politiche, ma con particolare speranza e attenzione a quelle di sinistra. Basta titubanze. La condanna a morte di Saviano è solo l’ultima dei troppi soprusi subiti dallo stato Italiano. Evidentemente non sono bastati decenni di stragi mafiose, per scatenare una reazione più forte e compatta di fronte ad avvenimenti di questo tipo. Una reazione che sappia entusiasmare e scalfire barriere. C’è bisogno una volta per tutte di un segnale convinto e preciso da parte delle istituzioni, dai partiti, dalle associazioni, dalla chiesa per mettere fine alla piaga che la Mafia rappresenta. Quella condanna non è solo contro Saviano, ma contro le giovani generazioni. Contro tutti noi.
SALVATORE TOTO' CUFFARO
E' nato a Raffadali (Ag) il 21 febbraio 1958. E' sposato e padre di due figli. Negli anni '80 si è laureato in medicina e chirurgia, ed ha fatto parte del Consiglio di Facoltà e del Consiglio di amministrazione dell'Università di Palermo in rappresentanza degli studenti. Da studente ha aderito alla Democrazia Cristiana, di cui è stato delegato regionale del movimento giovanile e dirigente organizzativo in Sicilia. Nel 1980 è stato eletto consigliere comunale di Raffadali, dove ha rivestito il ruolo di capogruppo. Nel 1991, con una buona affermazione personale (79.970 voti di preferenza su 287.166 della lista), diviene deputato del collegio di Palermo all'Assemblea Regionale Siciliana. In questa legislatura è stato componente della Commissione attività produttive e vice presidente della Commissione regionale antimafia. Con l'uscita di scena di Calogero Mannino per problemi giudiziari (accusato di aver stretto un patto con la M
afia), Cuffaro, da sempre vicino alle sue posizioni politiche, gli subentra in ruoli di primo piano nel partito in Sicilia. Viene rieletto nel 1996 deputato all'Assemblea regionale siciliana (15.988 voti di preferenza su 61.367) nella lista dei Cristiani Democratici Uniti (CDU), il partito di Rocco Buttiglione. Nella legislatura ha rivestito la carica di assessore per l'agricoltura e le foreste nei governi regionali dal 50° al 54°. Dopo i primi due governi di centro destra, partecipa al 52° e al 53° governo regionale, guidati da Angelo Capodicasa, in quota al centro - sinistra. Infatti, nel 1998 aveva abbandonato il CDU per aderire all'UDEUR di Mastella, partito con cui si candida alle elezioni europee del 1999, ottenendo 89.471 voti (risulta il candidato dell'UDEUR più votato in Italia, pur non scattando il seggio). Il 17 luglio 2001, come candidato presidente della coalizione di centrodestra nella prima elezione diretta del presidente del governo regionale, è risultato eletto con il 59% dei voti. Gli viene affidato anche l'incarico di Commissario straordinario per l'emergenza idrica e di Commissario delegato per l'emergenza rifiuti. Con il CDU ha partecipato alla fondazione dell'Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro (UDC), che ha unito a livello nazionale partiti che si richiamano alla Democrazia Cristiana e che sono favorevoli a un'alleanza all'interno della coalizione di Silvio Berlusconi.Nel 2005 è stato nominato vice-segretario nazionale dell'UDC, quando Lorenzo Cesa è subentrato a Marco Follini nella carica di segretario nazionale.
Candidato alle elezioni politiche del 2006, è stato eletto senatore come capolista dell'UDC nella regione Sicilia, ma ha lasciato l'incarico dopo la sua rielezione a presidente della Regione (28 maggio 2006), come candidato del centrodestra, battendo Rita Borsellino, sua principale avversaria, con il 53% contro il 41,6%.
Procedimenti giudiziari
Durante la sua prima presidenza alla Regione Sicilia Cuffaro è entrato, insieme ad altri, nel registro degli indagati per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta sui rapporti tra il clan di Brancaccio e ambienti della politica locale. Con gli elementi raccolti, gli inquirenti ritengono che, attraverso l' intermediario Miceli (precedentemente assessore UDC al Comune di Palermo, legato a Cuffaro) e grazie alle talpe presenti nella Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Cuffaro abbia informato Giuseppe Guttadauro, boss mafioso ma anche collega medico di Miceli all'Ospedale Civico di Palermo, e, grazie ad altri contatti, personalmente, Michele Aiello, il più importante imprenditore siciliano, indagato per associazione mafiosa, di notizie riservate legate alle indagini in corso che li vede coinvolti. Nel settembre del 2005, Cuffaro per questi fatti, negati dall'interessato, è stato rinviato a giudizio
per favoreggiamento aggravato alla Mafia e rivelazione di notizie coperte da segreto istruttorio. Secondo il GUP è accertato che abbia fornito all'imprenditore Aiello informazioni fondamentali per sviare le indagini. Nell'incontro, anche una discussione riguardante l'approvazione del tariffario regionale da applicarsi alle società di diagnosi medica posseduta dall'imprenditore. Aiello ha ammesso entrambi i fatti, Cuffaro afferma soltanto che si sia discusso delle tariffe. Il GUP ipotizza che il mafioso Guttadauro sia venuto a conoscenza da Cuffaro delle microspie, in funzione del suo rapporto con Aiello, sempre per via del contatto con i due marescialli corrotti vicine ai luoghi d'indagine, uno dei quali è stato l'autore del piazzamento delle microspie. Al vaglio del processo rientrano altri supposti rapporti con la Mafia. Nel 1991, Cuffaro incontrò Angelo Siino, che allora però era solo un consigliere comunale democristiano, a casa sua e ne chiese i voti. Secondo una perizia ordinata dal tribunale nel corso del processo a Miceli, nei momenti in cui si è scoperta a casa di Guttadauro la microspia, sarebbero state confermate le testimonianze secondo le quali la moglie del boss mafioso ha dato merito a Totò Cuffaro del ritrovamento. Nel dicembre 2006, Miceli é stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.
Riassumendo: in questo momento Salvatote Cuffaro, è indagato per favoreggiamento aggravato a cosa nostra e rivelazione di segreto d’ufficio, da un mese sempre nello stesso processo, grazie alla riapertura delle indagini, è indagato anche per concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza per il primo capo d’accusa è attesa per l’inizio del 2008. Non male per un ex vicedirettore della comissione regionale antimafia.. che si è anche tolto lo sfizio di attaccare in diretta tv i giudici Falcone e Borsellino per il loro operato.
afia), Cuffaro, da sempre vicino alle sue posizioni politiche, gli subentra in ruoli di primo piano nel partito in Sicilia. Viene rieletto nel 1996 deputato all'Assemblea regionale siciliana (15.988 voti di preferenza su 61.367) nella lista dei Cristiani Democratici Uniti (CDU), il partito di Rocco Buttiglione. Nella legislatura ha rivestito la carica di assessore per l'agricoltura e le foreste nei governi regionali dal 50° al 54°. Dopo i primi due governi di centro destra, partecipa al 52° e al 53° governo regionale, guidati da Angelo Capodicasa, in quota al centro - sinistra. Infatti, nel 1998 aveva abbandonato il CDU per aderire all'UDEUR di Mastella, partito con cui si candida alle elezioni europee del 1999, ottenendo 89.471 voti (risulta il candidato dell'UDEUR più votato in Italia, pur non scattando il seggio). Il 17 luglio 2001, come candidato presidente della coalizione di centrodestra nella prima elezione diretta del presidente del governo regionale, è risultato eletto con il 59% dei voti. Gli viene affidato anche l'incarico di Commissario straordinario per l'emergenza idrica e di Commissario delegato per l'emergenza rifiuti. Con il CDU ha partecipato alla fondazione dell'Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro (UDC), che ha unito a livello nazionale partiti che si richiamano alla Democrazia Cristiana e che sono favorevoli a un'alleanza all'interno della coalizione di Silvio Berlusconi.Nel 2005 è stato nominato vice-segretario nazionale dell'UDC, quando Lorenzo Cesa è subentrato a Marco Follini nella carica di segretario nazionale.Candidato alle elezioni politiche del 2006, è stato eletto senatore come capolista dell'UDC nella regione Sicilia, ma ha lasciato l'incarico dopo la sua rielezione a presidente della Regione (28 maggio 2006), come candidato del centrodestra, battendo Rita Borsellino, sua principale avversaria, con il 53% contro il 41,6%.
Procedimenti giudiziari
Durante la sua prima presidenza alla Regione Sicilia Cuffaro è entrato, insieme ad altri, nel registro degli indagati per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta sui rapporti tra il clan di Brancaccio e ambienti della politica locale. Con gli elementi raccolti, gli inquirenti ritengono che, attraverso l' intermediario Miceli (precedentemente assessore UDC al Comune di Palermo, legato a Cuffaro) e grazie alle talpe presenti nella Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Cuffaro abbia informato Giuseppe Guttadauro, boss mafioso ma anche collega medico di Miceli all'Ospedale Civico di Palermo, e, grazie ad altri contatti, personalmente, Michele Aiello, il più importante imprenditore siciliano, indagato per associazione mafiosa, di notizie riservate legate alle indagini in corso che li vede coinvolti. Nel settembre del 2005, Cuffaro per questi fatti, negati dall'interessato, è stato rinviato a giudizio
per favoreggiamento aggravato alla Mafia e rivelazione di notizie coperte da segreto istruttorio. Secondo il GUP è accertato che abbia fornito all'imprenditore Aiello informazioni fondamentali per sviare le indagini. Nell'incontro, anche una discussione riguardante l'approvazione del tariffario regionale da applicarsi alle società di diagnosi medica posseduta dall'imprenditore. Aiello ha ammesso entrambi i fatti, Cuffaro afferma soltanto che si sia discusso delle tariffe. Il GUP ipotizza che il mafioso Guttadauro sia venuto a conoscenza da Cuffaro delle microspie, in funzione del suo rapporto con Aiello, sempre per via del contatto con i due marescialli corrotti vicine ai luoghi d'indagine, uno dei quali è stato l'autore del piazzamento delle microspie. Al vaglio del processo rientrano altri supposti rapporti con la Mafia. Nel 1991, Cuffaro incontrò Angelo Siino, che allora però era solo un consigliere comunale democristiano, a casa sua e ne chiese i voti. Secondo una perizia ordinata dal tribunale nel corso del processo a Miceli, nei momenti in cui si è scoperta a casa di Guttadauro la microspia, sarebbero state confermate le testimonianze secondo le quali la moglie del boss mafioso ha dato merito a Totò Cuffaro del ritrovamento. Nel dicembre 2006, Miceli é stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.Riassumendo: in questo momento Salvatote Cuffaro, è indagato per favoreggiamento aggravato a cosa nostra e rivelazione di segreto d’ufficio, da un mese sempre nello stesso processo, grazie alla riapertura delle indagini, è indagato anche per concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza per il primo capo d’accusa è attesa per l’inizio del 2008. Non male per un ex vicedirettore della comissione regionale antimafia.. che si è anche tolto lo sfizio di attaccare in diretta tv i giudici Falcone e Borsellino per il loro operato.
17 luglio 2007
LAB48...AL LAVORO!!!
Ciao a tutti!!!In queste giornate di caldo africano noi ragazzi di LABORATORIO 48 siamo tutti indaffarati e presi dalla preparazione della Festa dell'Unità di Abano che avrà inizio Venerdì 20 Luglio ( eh già è proprio Venerdì questo) e andrà avanti fino al 30.
Stiamo montando il nostro stand che guarda caso è proprio attaccato al bar dell'entrata, location perfetta per poter gustarsi uno spriz o una birra e intrattenersi con i giochi e le informazioni del nostro stand...e che stand ragazzi!!!

In attesa di poter pubblicare on-line le pagine del programma della festa, vi ricordiamo fin da ora quelle che saranno le nostre iniziative, oltra alla presenza continua per la durata dell'evento.
SABATO 21 LUGLIO
ore 20:00
SPRITZ ANTIFASCISTA - in onore del sacrificio partigiano, contro ogni forma di revisionismo storico.
W l'Italia W la Resistenza W la libertà
LUNEDì 23 LUGLIOore 20:00
SPRITZ DELLA LEGALITA' - dal cittadino più
povero a quello più ricco, la legge è uguale per tutti?
Perchè l'Italia continua ad essere la patria
dell'illegalità?
ore 23:00
PROIEZIONE DOCU-FILM: 99 AMARANTO
stanchi del business esasperato che ha portato
il calcio alla deriva, l'esempio di un campione
che ha dato gli anni migliori della sua carriera
ad una piccola realtà come la sua Livorno.
MARTEDì 24 LUGLIO
ore 23:00
GENOVA 2001
tutto quello che non si è mai visto nè sentito sul G8 di Genova. Con la proiezione di filmati, interviste e documenti inediti.
Nel nostro stand avverrà anche una raccolta di firme per la petizione lanciata da Beppe Grillo "PARLAMENTO PULITO" per mandare via i pregiudicati dal parlamento.
VENITE NUMEROSI VI ASPETTIAMO!!
Per maggiori info: laboratorio48@gmail.com
09 luglio 2007
COLPEVOLI D'ANTIMAFIA
In Italia – ed invero in gran parte dell'Occidente che si fregia di essere civiltà illuminata – la libertà di espressione sussiste soltanto previa autorizzazione. Dire la propria è lecito solo se viene accordato il permesso dall'alto. Insomma, c'è sì libertà di pensiero, ma basta che te lo tieni per te. Questa non è democrazia: è cripto-dittatura camuffata.poco tempo fa tre studenti romani, tre semplici cittadini qualunque, lo abbiamo constatato sulla nostra pelle.
Venuti a conoscenza che il 27 novembre Giulio Andreotti avrebbe presentato un libro all'Università Lumsa di Roma, i tre hanno deciso di organizzare un sit-in di protesta ed informazione contro il Disonorevole Prescritto a Vita - per l'occasione hanno anche aperto un blog al fine di raccogliere documentazione, articoli e materiale vario sul Senatore. L'idea era quella di distribuire davanti alla sede della conferenza copie della sentenza emessa dal tribunale di Palermo il 2 maggio 2003 che certifica i rapporti tra Andreotti e Cosa Nostra intercorsi fino al 1980.
L’indomani mattina, con un pacco di volantini ciascuno, si sono messi a svolgere il compito che sarebbe spettato ai media ufficiali, i quali invece hanno occultato la verità – tutti ricorderanno la puntata di Porta a Porta in cui venne mendacemente sancita l'innocenza di Andreotti – facendo passare per assoluzione quella che invece è una prescrizione per un reato “concretamente ravvisabile”.
hanno fatto, semplicemente, libera e gratuita informazione “dal basso”.

Eravano solo in tre – perché si sa, da casa sono tutti rivoluzionari – ed a titolo assolutamente individuale ed indipendente, mossi da coscienza civile ed indignazione, hannp iniziato a dare l'estratto di un documento pubblico agli studenti di un Ateneo privato cattolico e destrorso, ai docenti, ai passanti, agli ecclesiastici che in quell'università sono di casa. A parte qualche sberleffo e qualche ghigno arrogante da parte dei soliti che chiudono gli occhi per partito preso e sono convinti di averli più aperti degli altri, ci hanno stupito la curiosità e l'interesse di coloro ai quali avevamo consegnato il volantino e a giudicare dagli sguardi di sorpresa di molti che via via si facevano cupi durante la lettura abbiamo avuto la conferma del valore dell'informazione: quasi nessuno lì sapeva la realtà dei fatti; quasi tutti ignoravano i legami comprovati tra Andreotti e la mafia ed i suoi ripetuti incontri con i boss.
In molti di loro qualcosa si sarà mosso, o forse no, ma di certo ora saranno in possesso di ulteriori elementi per affinare gli strumenti critici e formulare una personale opinione, non già campata per aria, bensì basata su fattori concreti. Carta canta.
Agli organizzatori dell'incontro però l’ iniziativa non deve essere andata molto a genio, considerando che dopo neanche quaranta minuti hanno chiamato le guardie ed in poco tempo i ragazzi si sono ritrovati circondati da una decina tra carabinieri e poliziotti in borghese.Dieci (forse dodici) rappresentanti delle forze dell'ordine per tre manifestanti: un record.
Dopo aver esaminato attentamente il contenuto dei fogli da noi distribuiti, consultandosi ripetutamente tra loro, ed aver avuto la cocente delusione che non eravamo imputabili di calunnia o diffamazione essendo quello un documento pubblico giudiziario, ci hanno intimato di cessare quella che era una “manifestazione non autorizzata”, sequestrandoci (anzi, “acquisendoci”) i cinque cartelli su cui avevamo riportato passi salienti della sentenza.Dopodiché siamo stati portati in commissariato e denunciati per violazione dell'articolo 18 del codice penale (per cui sono previsti fino ad un massimo di sei mesi di reclusione, che contiamo di evitare sulla base del comma che rende non punibile chi non oppone resistenza o comunque per archiviazione del caso).
Firmare il verbale sotto la voce “L'INDAGATO/A” è stata per loro l'ennesima dimostrazione delle insanabili storture dello Stivale: un mafioso repubblicofago viene eletto Senatore a Vita ed invitato a pubblici eventi in luoghi deputati all'istruzione, all'educazione ed alla formazione, mentre chi contesta la mafia viene arrestato poiché l'esercizio di un suo sacrosanto diritto non è consentito senza il beneplacito delle autorità.
Dunque indagati per antimafia e per abuso di libertà d'espressione, a quanto pare ed andando a stringere.
Rimane un dubbio: in una città con un così alto tasso di criminalità impunita, uomini, tempo e mezzi per un volantinaggio contro un potente si trovano sempre.
05 luglio 2007
DIAMOCI UNA MOSSA!!!
IL 10 LUGLIO 2007 SCADONO I TERMINI PER LA FIRMA PER OTTENERE IL REFERENDUM SULLA MODIFICA DELLA LEGGE ELETTORALE. SIA LA DESTRA SIA LA SINISTRA DICONO DI MODIFICARLA MA INTANTO IL TEMPO PASSA E TUTTO RIMANE FERMO.
FIRMIAMO PRESSO I COMUNI DI RESIDENZA LA PROPOSTA PER IL REFERENDUM ABROGATIVO.
IL REFERENDUM E' UNO STRUMENTO DI DEMOCRAZIA DIRETTA CON CUI I CITTADINI ESPRIMONO DIRETTAMENTE LA LORO OPINIONE.
NON PERDERE L'OCCASIONE!
FIRMIAMO PRESSO I COMUNI DI RESIDENZA LA PROPOSTA PER IL REFERENDUM ABROGATIVO.
IL REFERENDUM E' UNO STRUMENTO DI DEMOCRAZIA DIRETTA CON CUI I CITTADINI ESPRIMONO DIRETTAMENTE LA LORO OPINIONE.
NON PERDERE L'OCCASIONE!
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