18 febbraio 2009

MILLS CONDANNATO, BERLUSCONI SALVATO!!


(articolo tratto da l'Unità del 17 febbraio 2009)

C’è un modo molto semplice per verificare lo stato dell’informazione, e dunque della democrazia, nel nostro paese: ascoltare con attenzione i telegiornali e leggere i giornali di oggi e di domani. Vedere quanto tempo e quanto spazio viene dato alla sentenza del processo Mills. E anche «come» la notizie viene riferita.

Si scoprirà che nei telegiornali – sia pubblici, sia privati – verrà presentata non come un «fatto» ma come un’«opinione». L’opinione di un collegio giudicante. E che la sommaria descrizione del merito della vicenda sarà seguita dai commenti politici. L’ultimo dei quali – a chiusura di questo giro di opinioni attorno all’opinione-sentenza – sarà affidato a un esponente del Pdl o a uno degli avvocati di Berlusconi (ma spesso le due qualità sono riassunte in un singolo soggetto).

L’intervistato non entrerà nel merito del caso giudiziario ma dirà che si è trattato di «giustizia a orologeria». Il concetto sarà ripetuto in modo martellante dai telegiornali e, con un po’ di fortuna, sarà possibile – in una conversazione al bar, su un autobus – sentire qualcuno che, senza sapere nulla della vicenda, lo ripeterà in modo testuale: «Giustizia a orologeria».

Più complesso il discorso sui quotidiani. Parliamo, naturalmente, dei normali quotidiani di informazione e non di quelli che, per vie politiche o familiari, sono direttamente controllati dal premier. Là si potrà leggere una sintesi abbastanza completa del fatto che, in qualche raro caso, sarà anche accompagnata da un commento. Non di più e, difficilmente, per più di un numero.

E se qualcuno – su un giornale non allineato come per esempio l’Unità – oserà insistere sul tema, sarà liquidato come «giustizialista». Nel caso in cui l’inopportuna insistenza fosse espressa in una trasmissione televisiva, saranno inquadrati gli ospiti politicamente vicini al premier che, in quello stesso istante, cominceranno a sorridere con gli occhi rivolti verso l’alto e a scuotere la testa.

E’ possibile fare la verifica sullo stato dell’informazione del paese anche seguendo un’altra via. E cioè osservando con attenzione in che modo televisioni e giornali danno la notizia di altre sentenze. Sarà facile scoprire che un imputato per omicidio condannato in primo grado (e dunque ancora presunto innocente) sarà indicato come l’«assassino». E che un extracomunitario, subito dopo l’arresto e dunque in assenza non solo di processo ma anche di rinvio a giudizio, sarà qualificato «stupratore». Nel caso in cui facciate notare l’incongruenza in uno studio televisivo, vi osserveranno con aria perplessa, cominceranno a scuotere la testa, e qualcuno ci definirà «buonista». Non avrete il tempo di dire: «Ma non ero giustizialista?». Si spegnerà la luce.

Ora, per chiarire il precedente articolo, proponiamo alcuni esempi di questa disinformatio pubblicati da Il Giornale (di Berlusconi)
"La sentenza che condanna il legale inglese era annunciata". Lo ha detto il deputato del Pdl Gaetano Pecorella, che è anche avvocato ed è stato legale del presidente del Consiglio. "Si tratta di un tribunale il cui presidente è politicamente orientato in modo molto chiaro contro la figura di Berlusconi. C’è un margine di forte sospetto che nasce da questa posizione politica - ha aggiunto Pecorella - io prescindo dal lodo Alfano che sarà la Corte Costituzionale a valutare. Dico solo che con due posizioni tra loro così legate, emettere una sentenza con uno dei due imputati assente, forse era un modo per condannare Berlusconi moralmente non potendolo fare fisicamente".
Cicchitto: "Uso politico della giustizia" "Continua l’uso politico della giustizia". Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, commenta così la sentenza. "Certamente, come ha rilevato la difesa - aggiunge l’esponente del Pdl - Mills ha pagato a duro prezzo di essere stato associato a suo tempo nel processo con Berlusconi. C’era una prova dell’inesistenza del reato di corruzione che è stata del tutto ignorata. Non è da oggi che abbiamo rilevato l’esistenza di una gravissima anomalia che ha la massima concentrazione a Milano - conclude Cicchitto -. Per parte nostra continueremo nella battaglia politica garantista".

La verità che non viene raccontata da tg e giornali, e che solo Antonio Di Pietro ha avuto il coraggio di dire, è che se da questo processo è emerso un corrotto (Mills) ciò vuol dire che dev'esserci anche un corruttore (Berlusconi) che in questo momento sta tranquillo grazie al suo Lodo Alfano.
Non ci resta che dire: CHE SCHIFO!!

13 febbraio 2009

Qui si calpesta la memoria storica!


Non si vuole entrare nel merito dei fatti accaduti nei giorni scorsi nel centro di Padova , quando al presidio indetto da militanti di Forza Nuova, formazione neo-fascista guidata dal controverso Roberto Fiore ( per lui un curriculum non indifferente che comprende un passato da militante in Terza Posizione, una condanna per banda armata, una lunga latitanza e una simpatia mai nascosta per il fascismo) hanno risposto gli studenti, o presunti tali, dell' "onda padovana" con un'azione più o meno lecita.
Si vuole e si pretende però focalizzare l'attenzione su di un altro elemento che i giornali locali e nazionali ci hanno fatto perdere di vista.
In questi giorni non si è fatto altro che parlare di "città in ostaggio dei no-global", "comune ed università sotto ricatto del c.s.o. Pedro", tralasciando però di approfondire un altro elemento, molto più inquietante e pericoloso.

La critica che va mossa agli "studenti" di Padova è quella di voler cercare sempre lo scontro con istituzioni, partiti e forze di polizia.
Se al posto di un gruppetto di 30 persone si coinvolgevano associazioni partigiane e partiti politici antifascisti si sarebbe avuto un effetto ben diverso.

Allo stesso tempo, agli stessi studenti di Padova va riconosciuto però il merito di essersi fatti carico di un patrimonio valoriale che dovrebbe essere di tutti gli italiani, e che invece sembra esser perduto, l' antifascismo.

Chiudo per non tornare più sull'argomento perchè il discorso è un altro.

Concedere il permesso di depositare una corona di fiori dentro l'università di Padova, cosa che peraltro può essere impedita esclusivamente dalla questura o dal prefetto, non equivale a dare agibilità politica o meno ad una formazione neo fascista.
L'agibilità politica la ottieni dal momento in cui fondi un partito.
Il fatto equivale invece a qualcosa di ben più grave che ha a che fare con la memoria storica, su cui si fondano determinati valori e comportamenti.

L'esser insigniti della Medaglia d'oro al valore militare per l'aiuto dato alla Resistenza ha un certo carico simbolico oltre ad esser un vanto per una città.
Sfilare per le strade di Padova cantando "boia chi molla è l'urlo di battaglia" per entrare poi nel cortile del Bo, calpesta una precisa memoria storica e tutto il carico di somboli e di valori che le appartiene.

Questo gruppuscolo di 20-30 neofascisti non è pericoloso in sè, non farà certo proselitismo con queste iniziative.
E' pericolosa invece l'aria che si respira, nessuno si ricorda più cos'è stato il fascismo, come pure la resistenza partigiana e la riconquistata libertà dopo anni di regime.
E' per questo che in anni di pesante revisionismo storico collocare una iniziativa come quella organizzata da Forza Nuova diventa pericoloso.

09 febbraio 2009

LA FINE DELLA DEMOCRAZIA


Ricevo e pubblico una mail inoltratami dai Giovani Democratici di Padova riguardo all'ultimissimo scontro tra il presidente del consiglio Silvio Berlusconi e il più alto garante della costituzione Repubblicana, il Presidente Napolitano.

Non conosco chi materialmente ha redatto il testo della mail ma voglio ringraziarlo ugualmente per aver saputo raccontare in maniera equilibrata e limpida l'attuale situazione politica italiana.




"E' con grande tristezza e con profondo turbamento che assistiamo quasi increduli a quello che oseremmo definire uno dei momenti più difficili della nostra Repubblica. Eppure è proprio grazie a questa Repubblica, alle sue origini e soprattutto alla sua Costituzione se oggi resiste ancora la Democrazia in questo Paese. Il populismo oggi al governo (perché non si può parlare di vera destra né di veri conservatori o liberali) e soprattutto il Presidente del Consiglio Berlusconi confondono Democrazia con dittatura della maggioranza. La maggioranza ha il diritto (nonché il dovere) di esprimere ed attuare un programma politico. Ma c'è un limite, normalissimo per alcuni e per tutte le Democrazie avanzate dell'Occidente, odioso e inutile per altri…: la Costituzione e il conseguente rispetto dei massimi valori democratici e repubblicani. La maggioranza non può fare tutto quello che vuole! Tuttavia il delitto più grave di cui si potrebbe macchiare la maggioranza e soprattutto coloro che la rappresentano sarebbe quello di asservirsi alla volontà di una sola persona… l'Europa e la nostra Italia ne hanno già avuto abbastanza. La Costituzione è nata proprio come risposta alla morte della Democrazia, come soffio vitale per una nuova società, la nostra società, la nostra Repubblica.

Altro che riforma della Costituzione, come vorrebbe il presuntuoso governo al potere. Ammesso e non concesso che la nostra Legge Fondamentale risenta per certi aspetti dei suoi sessant'anni, non è certo da questo governo che vogliamo che venga modificata, non ci fidiamo minimamente. Già infinite volte ha dimostrato il suo modo di agire: strumentale ad interessi personali o, a farla grande, di ristrette categorie. Se ci fossero però dei dubbi su quello che l'Onorevole Presidente Silvio Berlusconi pensa davvero della Costituzione, è lui stesso a fugarceli: "la Carta è una legge fatta molti anni fa sotto l'influenza della fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come a un modello da cui prendere molte indicazioni".

Persino in questioni delicatissime e molto sentite dalla Nazione, come la triste vicenda di Eluana Englaro, in cui ci si dovrebbe muovere con estrema discrezione e rispetto per trovare un ampio consenso e soluzioni condivise, il premier è riuscito a fare quello che sa fare meglio: dividere il Paese. Dicendo di rappresentare il partito della vita contro il partito della morte ha offeso almeno la metà dei cittadini, e l'altra metà dovrebbe comunque sentirsi quantomeno imbarazzata.

Proprio a causa di questa vicenda si è consumata la vergognosa contrapposizione istituzionale: il governo, con la solita superficialità, il solito opportunismo elettorale e propagandistico e l'ennesima caduta di stile, ha preteso di intervenire con un decreto legge ad hoc, ricevendo però il legittimo e sacrosanto stop dal Capo dello Stato. Invece di riflettere sul valore politico dell'autorevole rifiuto e sulla delicatezza della situazione, Berlusconi e il suo governo ne hanno approfittato per radicalizzare lo scontro e per giustificare il loro piano di mettere le mani sulla Costituzione."

02 febbraio 2009

Soffia un vento nuovo sul paese!!


Da una "tavola rotonda" tra Andrea camilleri, Paolo Flores D'arcais e Antonio Di Pietro è emersa la necessità di dare un partito ai "senza partito".
Quella parte del mondo intellettuale, definita da qualcuno come promotrice dell'antipolitica, si raccoglie attorno al leader dell'Idv per stringere un "alleanza" alla vigilia delle elezioni europee.

Dopo la fuoriuscita di Nichi Vendola da Rifondazione Comunista e l'imminente fondazione del movimento (e mi preme sottolineare movimento, non partito ) di rifondazione per la sinistra, sembra ci sia finalmente un aria nuova nel paese.
Si respira aria di rinnovamento. Questo bipolarismo stanco e spento ha generato una nuova partecipazione civile che in molti si auguravano e che , almeno ad osservare questi ultimi movimenti, sembra finalmente pronta per un cambiamento dello scenario politico italiano.

VIDEO della tavola rotonda tra Camilleri, Di Pietro, Flores d'Arcais

30 gennaio 2009

C'E' ANCORA POSTO PER IL NOSTRO FUTURO?




PS. mettete in pausa la nostra playlist per ascoltare l'audio del video.

BUONA VISIONE

29 gennaio 2009

CHE LE PAROLE DI RITA NON CADANO NEL VUOTO...


Venerdì 23 gennaio la serata con Rita Borsellino presso la facoltà di Scienze Politiche (università di Padova) è stato un grande succeso.
Soddisfazione è stata espressa da parte nostra, di Rita e delle oltre 200 persone che si sono presentate all'incontro.
La serata è stata ricca di contenuti, spunti e riflessioni che hanno spaziato dalla lotta lla mafia alla partecipazione giovanile, dalla questione morale alla crisi sociale di un paese dove, mai prima d'ora, dal disagio giovanile può relamente nascere un occasione di riscatto.

25 gennaio 2009

MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA!!


Prima di segnalare le informazioni riguardanti la manifestazione voglio solo premettere che tutto questo è stato organizzato anche grazie a Facebook!
Cominciamo a farci qualche domanda sull'utilità che questo mezzo di comunicazione ha e sulle opportunità che può offrirci.
Vorrei ancora aggiungere che le manifestazioni di piazza sono utili fino ad un certo punto. Se si tratta di sensibilizzare l'opinione pubblica questo resta lo strumento migliore ma se si vuole incidere con forza sulle scelte di questo governo bisogna iniziare a mettere in atto forme di disobbedienza civile e pacifica. Non vedo altre modalità per fare opposizione a questo governo (ma è il caso di chiamarlo ancora governo?)
Manifestazione a sostegno del Procuratore Capo di Salerno, Luigi Apicella e dei Sostituti Verasani e Nuzzi: "Giustizia per i magistrati e democrazia per il popolo italiano"

ROMA (Reuters) - La sezione disciplinare del Csm ha sospeso dalle funzioni e dallo stipendio il procuratore di Salerno Luigi Apicella e ha trasferito d'ufficio il pg di Catanzaro Enzo Iannelli, il suo sostituto Alfredo Garbati e due pm di Salerno, Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, coinvolti nel caso De Magistris.
Lo riferisce una fonte del Csm.
La decisione è immediatamente esecutiva.
La sezione disciplinare dell'organo di autogoverno dei giudici ha accolto in parte le richieste del ministro della Giustizia Angelino Alfano, che aveva chiesto il trasferimento di tutti i pm di Salerno e Catanzaro, protagonisti di uno scontro senza precedenti tra le due procure sulle inchieste condotte da Luigi De Magistris, ex pm nella città calabrese poi trasferito a Napoli.
Lo scontro tra i due uffici si era aperto il mese scorso, dopo che la procura di Salerno aveva disposto il sequestro degli atti dell'inchiesta "Why Not" e iscritto nel registro degli indagati diversi magistrati calabresi, che erano stati anche perquisiti. Uno dei pm di Catanzaro aveva denunciato di essere stato denudato.
Due giorni dopo, la procura di Catanzaro aveva proceduto a un atto di controsequestro e indagato sette pm salernitani per abuso d'ufficio.
I magistrati delle due procure hanno già detto di avere la coscienza a posto sul come sono andati i fatti.
L'indagine salernitana è scaturita da una denuncia dello stesso De Magistris su presunti illeciti nella procedura con la quale gli erano state avocate le inchieste "Why Not" e "Poseidone" su politica e affari in Calabria.

E' possibile leggere le parole dei componenti dell' Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia sul sito www.familiarivittimedimafia.com

Comitato promotore della manifestazione:
Sonia Alfano
Benny Calasanzio
Salvatore Borsellino
Chicco Alfano
Serenetta Monti
Francesco Saverio Alessio
Daniele Vignandel
Stefano Cucinelli
Guido De Gennaro
Stefano Franco
Massiiliano Mostardi
Emiliano Morrone
Gabriella Bonino
Valerio Petrucci
Durante la manifestazione sono previsti gli interventi dei promotori e degli aderenti alla manifestazione.

Hanno aderito:
Antonio Di Pietro (IDV)
Giuseppe Lumia
Marco Travaglio
Beppe Grillo
Carlo Vulpio
Gianni Vattimo
Pancho Pardi
Orfeo Notaristefano
Movimento "Per il bene comune"
Antimafia duemila
Amici di Beppe Grillo Roma
MPIE
Comitato Cittadino di Vinci
La Voce delle Voci
Verso Sud
Grilli Incazzati - Meetup Faenza
Orfeo Notaristefano
Stefano Pedica
Informazione alternativa
e molti altri ancora...