21 agosto 2007

SALVATORE TOTO' CUFFARO

E' nato a Raffadali (Ag) il 21 febbraio 1958. E' sposato e padre di due figli. Negli anni '80 si è laureato in medicina e chirurgia, ed ha fatto parte del Consiglio di Facoltà e del Consiglio di amministrazione dell'Università di Palermo in rappresentanza degli studenti. Da studente ha aderito alla Democrazia Cristiana, di cui è stato delegato regionale del movimento giovanile e dirigente organizzativo in Sicilia. Nel 1980 è stato eletto consigliere comunale di Raffadali, dove ha rivestito il ruolo di capogruppo. Nel 1991, con una buona affermazione personale (79.970 voti di preferenza su 287.166 della lista), diviene deputato del collegio di Palermo all'Assemblea Regionale Siciliana. In questa legislatura è stato componente della Commissione attività produttive e vice presidente della Commissione regionale antimafia. Con l'uscita di scena di Calogero Mannino per problemi giudiziari (accusato di aver stretto un patto con la Mafia), Cuffaro, da sempre vicino alle sue posizioni politiche, gli subentra in ruoli di primo piano nel partito in Sicilia. Viene rieletto nel 1996 deputato all'Assemblea regionale siciliana (15.988 voti di preferenza su 61.367) nella lista dei Cristiani Democratici Uniti (CDU), il partito di Rocco Buttiglione. Nella legislatura ha rivestito la carica di assessore per l'agricoltura e le foreste nei governi regionali dal 50° al 54°. Dopo i primi due governi di centro destra, partecipa al 52° e al 53° governo regionale, guidati da Angelo Capodicasa, in quota al centro - sinistra. Infatti, nel 1998 aveva abbandonato il CDU per aderire all'UDEUR di Mastella, partito con cui si candida alle elezioni europee del 1999, ottenendo 89.471 voti (risulta il candidato dell'UDEUR più votato in Italia, pur non scattando il seggio). Il 17 luglio 2001, come candidato presidente della coalizione di centrodestra nella prima elezione diretta del presidente del governo regionale, è risultato eletto con il 59% dei voti. Gli viene affidato anche l'incarico di Commissario straordinario per l'emergenza idrica e di Commissario delegato per l'emergenza rifiuti. Con il CDU ha partecipato alla fondazione dell'Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro (UDC), che ha unito a livello nazionale partiti che si richiamano alla Democrazia Cristiana e che sono favorevoli a un'alleanza all'interno della coalizione di Silvio Berlusconi.Nel 2005 è stato nominato vice-segretario nazionale dell'UDC, quando Lorenzo Cesa è subentrato a Marco Follini nella carica di segretario nazionale.
Candidato alle elezioni politiche del 2006, è stato eletto senatore come capolista dell'UDC nella regione Sicilia, ma ha lasciato l'incarico dopo la sua rielezione a presidente della Regione (28 maggio 2006), come candidato del centrodestra, battendo Rita Borsellino, sua principale avversaria, con il 53% contro il 41,6%.


Procedimenti giudiziari
Durante la sua prima presidenza alla Regione Sicilia Cuffaro è entrato, insieme ad altri, nel registro degli indagati per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta sui rapporti tra il clan di Brancaccio e ambienti della politica locale. Con gli elementi raccolti, gli inquirenti ritengono che, attraverso l' intermediario Miceli (precedentemente assessore UDC al Comune di Palermo, legato a Cuffaro) e grazie alle talpe presenti nella Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Cuffaro abbia informato Giuseppe Guttadauro, boss mafioso ma anche collega medico di Miceli all'Ospedale Civico di Palermo, e, grazie ad altri contatti, personalmente, Michele Aiello, il più importante imprenditore siciliano, indagato per associazione mafiosa, di notizie riservate legate alle indagini in corso che li vede coinvolti. Nel settembre del 2005, Cuffaro per questi fatti, negati dall'interessato, è stato rinviato a giudizio per favoreggiamento aggravato alla Mafia e rivelazione di notizie coperte da segreto istruttorio. Secondo il GUP è accertato che abbia fornito all'imprenditore Aiello informazioni fondamentali per sviare le indagini. Nell'incontro, anche una discussione riguardante l'approvazione del tariffario regionale da applicarsi alle società di diagnosi medica posseduta dall'imprenditore. Aiello ha ammesso entrambi i fatti, Cuffaro afferma soltanto che si sia discusso delle tariffe. Il GUP ipotizza che il mafioso Guttadauro sia venuto a conoscenza da Cuffaro delle microspie, in funzione del suo rapporto con Aiello, sempre per via del contatto con i due marescialli corrotti vicine ai luoghi d'indagine, uno dei quali è stato l'autore del piazzamento delle microspie. Al vaglio del processo rientrano altri supposti rapporti con la Mafia. Nel 1991, Cuffaro incontrò Angelo Siino, che allora però era solo un consigliere comunale democristiano, a casa sua e ne chiese i voti. Secondo una perizia ordinata dal tribunale nel corso del processo a Miceli, nei momenti in cui si è scoperta a casa di Guttadauro la microspia, sarebbero state confermate le testimonianze secondo le quali la moglie del boss mafioso ha dato merito a Totò Cuffaro del ritrovamento. Nel dicembre 2006, Miceli é stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.
Riassumendo: in questo momento Salvatote Cuffaro, è indagato per favoreggiamento aggravato a cosa nostra e rivelazione di segreto d’ufficio, da un mese sempre nello stesso processo, grazie alla riapertura delle indagini, è indagato anche per concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza per il primo capo d’accusa è attesa per l’inizio del 2008. Non male per un ex vicedirettore della comissione regionale antimafia.. che si è anche tolto lo sfizio di attaccare in diretta tv i giudici Falcone e Borsellino per il loro operato.

17 luglio 2007

LAB48...AL LAVORO!!!

Ciao a tutti!!!

In queste giornate di caldo africano noi ragazzi di LABORATORIO 48 siamo tutti indaffarati e presi dalla preparazione della Festa dell'Unità di Abano che avrà inizio Venerdì 20 Luglio ( eh già è proprio Venerdì questo) e andrà avanti fino al 30.


Stiamo montando il nostro stand che guarda caso è proprio attaccato al bar dell'entrata, location perfetta per poter gustarsi uno spriz o una birra e intrattenersi con i giochi e le informazioni del nostro stand...e che stand ragazzi!!!


In attesa di poter pubblicare on-line le pagine del programma della festa, vi ricordiamo fin da ora quelle che saranno le nostre iniziative, oltra alla presenza continua per la durata dell'evento.


SABATO 21 LUGLIO
ore 20:00
SPRITZ ANTIFASCISTA - in onore del sacrificio partigiano, contro ogni forma di revisionismo storico.
W l'Italia W la Resistenza W la libertà



LUNEDì 23 LUGLIO
ore 20:00
SPRITZ DELLA LEGALITA' - dal cittadino più
povero a quello più ricco, la legge è uguale per tutti?
Perchè l'Italia continua ad essere la patria
dell'illegalità?

ore 23:00
PROIEZIONE DOCU-FILM: 99 AMARANTO
stanchi del business esasperato che ha portato
il calcio alla deriva, l'esempio di un campione
che ha dato gli anni migliori della sua carriera
ad una piccola realtà come la sua Livorno.

MARTEDì 24 LUGLIO
ore 23:00
GENOVA 2001
tutto quello che non si è mai visto nè sentito sul G8 di Genova. Con la proiezione di filmati, interviste e documenti inediti.


Nel nostro stand avverrà anche una raccolta di firme per la petizione lanciata da Beppe Grillo "PARLAMENTO PULITO" per mandare via i pregiudicati dal parlamento.

VENITE NUMEROSI VI ASPETTIAMO!!


Per maggiori info: laboratorio48@gmail.com

09 luglio 2007

COLPEVOLI D'ANTIMAFIA



In Italia – ed invero in gran parte dell'Occidente che si fregia di essere civiltà illuminata – la libertà di espressione sussiste soltanto previa autorizzazione. Dire la propria è lecito solo se viene accordato il permesso dall'alto. Insomma, c'è sì libertà di pensiero, ma basta che te lo tieni per te. Questa non è democrazia: è cripto-dittatura camuffata.poco tempo fa tre studenti romani, tre semplici cittadini qualunque, lo abbiamo constatato sulla nostra pelle.

Venuti a conoscenza che il 27 novembre Giulio Andreotti avrebbe presentato un libro all'Università Lumsa di Roma, i tre hanno deciso di organizzare un sit-in di protesta ed informazione contro il Disonorevole Prescritto a Vita - per l'occasione hanno anche aperto un blog al fine di raccogliere documentazione, articoli e materiale vario sul Senatore. L'idea era quella di distribuire davanti alla sede della conferenza copie della sentenza emessa dal tribunale di Palermo il 2 maggio 2003 che certifica i rapporti tra Andreotti e Cosa Nostra intercorsi fino al 1980.
L’indomani mattina, con un pacco di volantini ciascuno, si sono messi a svolgere il compito che sarebbe spettato ai media ufficiali, i quali invece hanno occultato la verità – tutti ricorderanno la puntata di Porta a Porta in cui venne mendacemente sancita l'innocenza di Andreotti – facendo passare per assoluzione quella che invece è una prescrizione per un reato “concretamente ravvisabile”.
hanno fatto, semplicemente, libera e gratuita informazione “dal basso”.
Eravano solo in tre – perché si sa, da casa sono tutti rivoluzionari – ed a titolo assolutamente individuale ed indipendente, mossi da coscienza civile ed indignazione, hannp iniziato a dare l'estratto di un documento pubblico agli studenti di un Ateneo privato cattolico e destrorso, ai docenti, ai passanti, agli ecclesiastici che in quell'università sono di casa. A parte qualche sberleffo e qualche ghigno arrogante da parte dei soliti che chiudono gli occhi per partito preso e sono convinti di averli più aperti degli altri, ci hanno stupito la curiosità e l'interesse di coloro ai quali avevamo consegnato il volantino e a giudicare dagli sguardi di sorpresa di molti che via via si facevano cupi durante la lettura abbiamo avuto la conferma del valore dell'informazione: quasi nessuno lì sapeva la realtà dei fatti; quasi tutti ignoravano i legami comprovati tra Andreotti e la mafia ed i suoi ripetuti incontri con i boss.
In molti di loro qualcosa si sarà mosso, o forse no, ma di certo ora saranno in possesso di ulteriori elementi per affinare gli strumenti critici e formulare una personale opinione, non già campata per aria, bensì basata su fattori concreti. Carta canta.
Agli organizzatori dell'incontro però l’ iniziativa non deve essere andata molto a genio, considerando che dopo neanche quaranta minuti hanno chiamato le guardie ed in poco tempo i ragazzi si sono ritrovati circondati da una decina tra carabinieri e poliziotti in borghese.Dieci (forse dodici) rappresentanti delle forze dell'ordine per tre manifestanti: un record.
Dopo aver esaminato attentamente il contenuto dei fogli da noi distribuiti, consultandosi ripetutamente tra loro, ed aver avuto la cocente delusione che non eravamo imputabili di calunnia o diffamazione essendo quello un documento pubblico giudiziario, ci hanno intimato di cessare quella che era una “manifestazione non autorizzata”, sequestrandoci (anzi, “acquisendoci”) i cinque cartelli su cui avevamo riportato passi salienti della sentenza.Dopodiché siamo stati portati in commissariato e denunciati per violazione dell'articolo 18 del codice penale (per cui sono previsti fino ad un massimo di sei mesi di reclusione, che contiamo di evitare sulla base del comma che rende non punibile chi non oppone resistenza o comunque per archiviazione del caso).
Firmare il verbale sotto la voce “L'INDAGATO/A” è stata per loro l'ennesima dimostrazione delle insanabili storture dello Stivale: un mafioso repubblicofago viene eletto Senatore a Vita ed invitato a pubblici eventi in luoghi deputati all'istruzione, all'educazione ed alla formazione, mentre chi contesta la mafia viene arrestato poiché l'esercizio di un suo sacrosanto diritto non è consentito senza il beneplacito delle autorità.
Dunque indagati per antimafia e per abuso di libertà d'espressione, a quanto pare ed andando a stringere.

Rimane un dubbio: in una città con un così alto tasso di criminalità impunita, uomini, tempo e mezzi per un volantinaggio contro un potente si trovano sempre.

05 luglio 2007

DIAMOCI UNA MOSSA!!!

IL 10 LUGLIO 2007 SCADONO I TERMINI PER LA FIRMA PER OTTENERE IL REFERENDUM SULLA MODIFICA DELLA LEGGE ELETTORALE. SIA LA DESTRA SIA LA SINISTRA DICONO DI MODIFICARLA MA INTANTO IL TEMPO PASSA E TUTTO RIMANE FERMO.
FIRMIAMO PRESSO I COMUNI DI RESIDENZA LA PROPOSTA PER IL REFERENDUM ABROGATIVO.
IL REFERENDUM E' UNO STRUMENTO DI DEMOCRAZIA DIRETTA CON CUI I CITTADINI ESPRIMONO DIRETTAMENTE LA LORO OPINIONE.
NON PERDERE L'OCCASIONE!




20 giugno 2007

OPINION READERS

Pubblichiamo un contributo inviatoci da Elena, una nostra fedelissima, riguardo le armi di distruzione di massa e il nucleare.
Questo è un estratto della lettera scritta nel 1955 da A. Einstein, Bertrand Russel e altre menti del tempo per sensibilizzare gli scienziati del mondo intero riguardo i pericoli di una guerra nucleare.
Ovviamente il periodo storico di riferimento è la Guerra Fredda e il timore di un terzo conflitto mondiale, ma le considerazioni fatte dagli autori sono purtroppo sempre attuali.



“Nella tragica situazione che si pone all'umanità, pensiamo che gli scienziati dovrebbero riunirsi per valutare i pericoli che sono sorti come risultato dello sviluppo delle armi di distruzione di massa, e discutere una deliberazione nello spirito del documento allegato.
In quest'occasione noi non parliamo come membri di questa o quella nazione, continente o fede, ma come esseri umani, membri della specie Uomo, della quale è in dubbio la continuità dell'esistenza […]. Dobbiamo imparare a pensare in un modo nuovo. Dobbiamo imparare a chiederci non quali passi possono essere fatti per dare la vittoria militare al gruppo che preferiamo, perché tali passi non esistono più; la domanda che dobbiamo porci è: quali passi debbono essere fatti per evitare una contesa militare la cui conclusione sarebbe disastrosa per tutte le parti? […].
Non c'è dubbio che in una guerra con bombe-H diverse grandi città verrebbero rase al suolo. Ma questo sarebbe uno dei disastri minori da fronteggiare. [...]. Oggi noi sappiamo, specialmente dopo il test di Bikini, che le bombe nucleari possono distribuire gradualmente distruzione sopra un'area molto più grande di quanto si fosse supposto. [...]. Oggi si può costruire una bomba che sarà 2500 volte più potente di quella che distrusse Hiroshima. Questa bomba, se esplodesse vicino al suolo o sott'acqua, invierebbe particelle radioattive nell'atmosfera. […]. Nessuno sa per quale grande estensione queste particelle radioattive mortali potrebbero diffondersi, ma le autorità più qualificate sono unanimi nell'affermare che una guerra con le bombe-H potrebbe molto probabilmente segnare la fine della razza umana […]. Il termine "genere umano" suona vago e astratto. La gente si rende poco conto, nell'immaginazione, che il pericolo è loro, dei loro figli, dei loro nipoti, e non solo per l'umanità vagamente concepita […].
Qualsiasi accordo di non usare la bomba-H sia stato raggiunto in tempo di pace non sarebbe più considerato vincolante in tempo di guerra, e ambedue le parti si metterebbero al lavoro per costruire bombe-H non appena la guerra scoppiasse […]. Sebbene un accordo per rinunciare alle armi nucleari, come parte di una riduzione degli armamenti, non permetterebbe una soluzione finale, esso risulterebbe utile per alcuni scopi importanti. Primo: ogni accordo fra l'Est e l'Ovest è rivolto verso il bene, in quanto tende a diminuire la tensione. Secondo: […] diminuirebbe il timore di un attacco improvviso alla Pearl Harbour, che attualmente mantiene ambedue i blocchi in uno stato di angoscia nervosa […]. Abbiamo di fronte a noi, se lo scegliamo, un progresso continuo in felicità, conoscenza e saggezza. Sceglieremo invece la morte, perché non possiamo dimenticare i nostri litigi? Ci appelliamo da esseri umani agli esseri umani: ricordate
la vostra umanità e dimenticate il resto […].
Invitiamo questo Congresso, e attraverso di esso gli scienziati di tutto il mondo e il grande pubblico, a sottoscrivere la seguente deliberazione: "In previsione del fatto che in qualsiasi futura guerra mondiale verranno sicuramente impiegate le armi nucleari, […] esortiamo i governi del mondo a rendersi conto, e a riconoscere pubblicamente, che i loro
scopi non possono essere favoriti da una guerra mondiale, e, di conseguenza, li esortiamo a trovare mezzi pacifici per la sistemazione di tutti gli argomenti di contesa tra loro".”

Max Born, Percy W. Bridgman, Albert Einstein,
Leon Infeld, J.F. Joliot-Curie, H.J. Muller, Linus Pauling, Cecil F. Powell,
J. Rotblat, Bertrand Russell, Hideki Yukawa.

19 giugno 2007

LABORATORIO'48 UN ANNO DI ATTIVITA'

Ecco qui un breve resoconto su tutte le nostre iniziative e attività svolte lungo questo primo anno di vita di LABORATORIO'48.
Grazie al vostro numeroso contributo che ci ha permesso di continuare sempre con passione la nostra attività, siamo riusciti a donare 300 euro di beneficenza in favore di ragazzi e bambini etiopi.
Per rendere l'idea, 300 euro sono un terzo dello stipendio annuale di un Professore lì in Etiopia.
Grazie ancora.

Per chi volesse partecipare al blog con qualche suo contributo può mandare i suoi articoli, video, foto all'indirizzo laboratorio48@gmail.com


06 giugno 2007

RIDATECI PARTITI PER VOLARE

Analizzando le ultime settimane della vita politica Italiana ci si può rendere conto che c’è qualcosa che non funziona più. Naturalmente questo non avviene da due settimane ma da molto tempo.
Se il capo dell’opposizione invita gli Italiani allo sciopero fiscale, se un senatore della repubblica (De Gregorio) viene iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Napoli per associazione mafiosa, se il “poco chiaro” caso Visco fa scricchiolare la maggioranza di governo già tracotante… tutti questi sono segnali. Segnali che l’Italia sta male. Per parlare con linguaggio ospedaliero il suo virus è la propria classe politica , viziata, arrogante e certamente poco pulita.
Riporto di seguito un bell’articolo del grande Giulietto Chiesa pubblicato su Megachip.info.


RIDATECI PARTITI PER VOLARE


Che esista una crisi della politica non c'è dubbio. L'hanno capito tutti, da D'Alema a Montezemolo. Il problema è che molti di coloro che la denunciano adesso ne sono i principali responsabili. Inclusi i due illustri sopra menzionati. I quali si guardano bene dall'andare a fondo nella ricerca delle cause. Che invece sono spaventosamente chiare. Esse consistono nel fatto che l'attuale classe politica, tutta intera, si è trasformata in una “classe”, nel senso classico del termine: gruppo di individui che difendono i propri interessi e si organizzano di conseguenza.

Sfortunatamente questi impiegati dei cittadini (rubo il termine, del resto esatto, a Beppe Grillo) si sono organizzati per difendere interessi che non coincidono con quelli dei cittadini. Cioè li eleggiamo noi, ma poi loro lavorano per se stessi. E sono intercambiabili, nel senso che lottano tra di loro, destra contro sinistra e viceversa, ma solo fino a che la gente, i cittadini, sono lasciati fuori e non disturbano, salvo poi coalizzarsi tra di loro contro i cittadini non appena il loro status è minacciato.
Volete le prove? Ne scelgo due tra le tante: l'indulto, con cui si sono reciprocamente salvati. E il decreto Mastella contro le registrazioni, che mette la classe politica e imprenditoriale al riparo da occhi indiscreti, come quelli dei magistrati, e dei giornalisti che volessero indagare.
Ma potrei aggiungere la privatizzazione della televisione di stato da parte dei partiti, che la usano per i loro teatrini e cerimonie, allestite dai Bruno Vespa di turno, contro la gente comune, costretta, inconsapevole, a sopportare.
Dico subito che non sono contro i partiti. I partiti sono necessari, proprio in quanto difendono gl'interessi dei diversi settori della società. La Costituzione, giustamente, li prevede. Ma ridateci i partiti veri. Questi di adesso sono dei simulacri vuoti pieni di gente che fa gli affari suoi.
E i loro leader non hanno più idee.
Allora poniamoci una domanda: chi può risolvere questa crisi? Chi può cercare di colmare la voragine che separa governanti (si fa per dire) dai governati?
Io penso che solo i governati possano e debbano farlo. Ma ci vuole un'opposizione vera, che sia capace di combattere contro la classe politica che abbiamo ereditato dal craxismo e dalle sue ubbie sulla “governabilità. Non abbiamo bisogno di esecutivi più forti, abbiamo bisogno di più democrazia. E dobbiamo sapere che nessuno ce la regalerà. Loro no di certo. Questo bipartitismo imperfetto è molto simile a quello che Gore Vidal descrive per l'America: un'aquila con due ali, entrambe destre. Così non si vola.