08 ottobre 2007

HASTA SIEMPRE COMANDANTE! Quarant’anni fa moriva Ernesto Che Guevara




"Siete capaci di sentire nel profondo di voi stessi qualsiasi


ingiustizia commessa contro qualsiasi persona in qualsiasi parte del mondo.E' la qualità piu importante per un rivoluzionario"











Otto ottobre 1967 ore 13.10 a La Higuera, all’interno della scuola, Ernesto Che Guevara veniva assassinato dalle forze armate boliviane, appoggiate da agenti della Cia. Il comandante, ferito alle gambe e catturato il giorno prima nella selva, venne giustiziato a sangue freddo da Mario Tèran, su ordine del dittatore Barrientos, con una carbina M12 di fabbricazione italiana.

Nato nel 1928 da una famiglia della buona borghesia di Rosario, in Argentina, si laureò in medicina all'Università di Buenos Aires nel 1953; poco dopo partì in moto con l'amico Alberto Granado per un leggendario viaggio attraverso l'America latina in seguito al quale egli avrebbe maturato la sua presa di coscienza sociale e politica, come risulta dai diari che tenne in quell'occasione.
Nel 1954 Guevara collaborò in Guatemala con il presidente Jacob Arbenz, sostenendone la riforma agraria; dopo la caduta di questi, convinto che solo una rivoluzione armata avrebbe potuto abbattere le disuguaglianze sociali del continente sudamericano, lasciò l'Argentina, all'epoca governata da Perón, e si trasferì a Città di Messico dove conobbe Fidel Castro, aderendo al movimento dei rivoluzionari cubani in esilio. Egli rivestì un ruolo importante nella Rivoluzione cubana (1953-1959) che rovesciò il regime di Fulgencio Batista, partecipando allo sbarco clandestino nell'isola nel novembre del 1956 e alla guerriglia contro l'esercito del dittatore cubano.
Divenuto Castro primo ministro nel febbraio del 1959, Guevara venne nominato da questi presidente della Banca nazionale cubana e ministro dell'Industria (1961-1965): in tale veste guidò la riorganizzazione del sistema economico dell'isola secondo i canoni del comunismo marxista. Avversario della politica statunitense di interventismo nei paesi in via di sviluppo, da lui definita imperialista, "il Che" fu all'origine dell'evoluzione a sinistra del regime castrista e dello spostamento delle relazioni economiche di Cuba dagli Stati Uniti, finora interlocutori privilegiati, al Blocco orientale.
Guevara abbandonò l'incarico di governo nel 1965. In una lunga lettera a Fidel Castro spiegò i motivi che lo spingevano a lasciare l'isola per dedicarsi all'organizzazione della rivoluzione negli altri paesi dell'America latina: l'esperienza maturata a Cuba gli aveva permesso di perfezionare una lotta armata basata sulla guerriglia organizzata, condotta da piccoli gruppi addestrati. Egli predicava la necessità, per contrapporsi all'imperialismo, che si accendessero numerosi focolai di guerriglia e che si costituisse un legame di solidarietà tra i paesi del Terzo Mondo. Mosso dall'impulso di mettere alla prova le sue teorie, tra la fine del 1965 e la primavera del 1966 raggiunse il Congo con un gruppo di armati per unirsi al movimento contro il regime di Mobutu, ma da questa esperienza uscì sconfitto.
Dopo un anno vissuto in clandestinità, il "comandante Che Guevara" nel 1967 volle ritentare l'esperienza tra le montagne della Bolivia unendosi alla rivolta dei contadini e dei minatori contro il regime militare di René Barrientos. Rimasto isolato, privo dell'appoggio della stessa popolazione per la quale lottava, fu catturato dall'esercito boliviano e venne ucciso il 9 ottobre 1967. Il corpo venne mostrato alla stampa, poi gli furono amputate le mani e in seguito seppellito con altri suoi compagni a Valle Grande (il luogo sarebbe stato rivelato solo dopo molti anni da un militare dell'esercito boliviano presente alla cattura del Che), nel 1997 le sue spoglie furono localizzate e disseppellite e quindi traslate a Cuba dove, con grandiosi funerali di stato, furono tumulate a Santa Clara.


La vita del Che stimola la riflessione sull’uso della violenza e delle armi, il fine giustifica i mezzi? Si può combattere e uccidere degli esseri umani per la libertà di altri? Non è questa la sede per simili riflessioni.
Per oggi lasciamo perdere le polemiche e ricordiamo una delle personalità più importanti del novecento, colui che è diventato simbolo e icona di ogni rivoluzione o protesta moderna, colui che ha lottato contro l’ingiustizia e le disuguaglianze fino alla morte.
Ricordiamolo così:
“Siate sempre capaci di sentire nel profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo”

E

“Se io muoio non piangere per me, fai quello che facevo io e continuerò vivendo in te.”

05 ottobre 2007

S.O.S. BIRMANIA

Proprio in questi giorni nella nostra città, Padova, si svolge la settimana della pace e della non violenza. Iniziativa ad opera del comune in collaborazione con diverse sigle provenienti dal mondo dell’associazionismo e dei sindacati che ha in programma diversi appuntamenti , anche di portata nazionale.
Bella iniziativa, che coincide purtroppo con le brutte immagini che ci provengono dal sud-est asiatico e che stanno facendo il giro del mondo per crudeltà ed orrore.
Proprio nella settimana della pace, che culminerà con la classica marcia Perugina - Assisi domenica 7 ottobre, vogliamo parlare una volta tanto pure noi di diritti umani, in questo caso calpestati, e non violenza.

Gli episodi di questi mesi hanno riportato agli occhi del mondo, dopo anni di silenzi e disinteresse, lo strazio che il popolo Birmano subisce da quasi vent’anni dopo il golpe militare del 1988 che ha portato al potere Than Shwe.
A Myanmar è in atto una violenta repressione delle manifestazioni pacifiche, che si stanno svolgendo in tutto il paese da oltre un mese. Il 25 settembre circa 300 persone sono state arrestate durante le proteste e tre monaci sono stati uccisi: uno da un colpo arma da fuoco e gli altri due a seguito di un pestaggio. Il giorno dopo vi sono state altre vittime, e almeno un giornalista è rimasto ucciso. Fonti non ufficiali hanno fatto sapere ad Amnesty International che oltre 50 monaci sono rimasti feriti. Le ultime notizie ricevute da Amnesty International in queste ore non sono incoraggianti. Numerosi raid da parte della polizia stanno avendo luogo in queste ore nei monasteri buddisti di Yangon e in altre città del paese, non si conosce ancora il numero preciso dei monaci arrestati e delle persone rimaste ferite.Per scongiurare il ripetersi del bagno di sangue del 1988, quando furono uccise circa 3000 persone, Amnesty International ha lanciato un appello alle autorità di Myanmar chiedendo loro di mettere fine alle repressioni contro i dimostranti pacifici e garantire il rispetto del diritto di manifestazione.


ANCHE TU PUOI FARE QUALCOSA DI IMPORTANTE!FIRMA L'APPELLO ON-LINE A QUESTO INDIRIZZO: http://www.amnesty.it/appelli/azioni_urgenti/Myanmar
Per saperne, invece di più sugli appuntamenti della “settimana della pace e della non violenza” clicca su: http://www.comune.padova.it/

28 settembre 2007

LIBERIAMO WI-MAX


I Ministeri delle Comunicazioni e della Difesa, hanno trovato una prima intesa per rendere fruibile il WI-MAX anche in Italia; il procedimento sembra piuttosto "delicato", in quanto le frequenze radio interessate dalla tecnologia sono - nel nostro Paese – di competenza delle autorità militari; da qui la necessità che i Ministeri competenti interagiscano per iniziare a migrare dei lotti di frequenze dall'uso militare verso quello civile, con conseguente riallocazione degli esistenti sistemi in carico a Sicurezza e Difesa nazionale....
La nuova tecnologia potrebbe trasformare il modo in cui noi comunichiamo ma anche il modo in cui noi paghiamo per un servizio. Alcuni analisti pensano che l'odierno modello di telefoni cellulari che richiedono un elevato numero di ripetitori installati possa diventare obsoleta in pochi anni visto che il Wi-MAX permetterà ai dispositivi di comunicare tra di loro realizzando una rete libera da infrastrutture.
Il comunicato - riportato sul sito del Ministero delle Comunicazioni (rif. 1) - si prefigge scopi perlomeno lodevoli, quali un contributo all'eliminazione del DIGITAL-DIVIDE nel Bel Paese, la creazione di un'alternativa al terrestre per quanto riguarda la connettività, la risoluzione della copertura dell'ultimo miglio, ecc., ecc. ....
Per questo, l' Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato una CONSULTAZIONE PUBBLICA (rif. 2), volta ad indagare circa l'introduzione delle tecnologie citate; tuttavia, leggendo i contenuti del documento suddetto ed i relativi allegati, sembra che l'intento prioritario dell'indagine sia sondare la possibilità di sfruttamento economico - ed i relativi migliori modi per regolamentizzarne gli aspetti (lotti frequenze, licenze, ecc...) – ad unico vantaggio quindi dei soliti noti componenti il panorama nazionale degli operatori nel campo delle telecomunicazioni ed attività annesse;
La possibilità di poter destinare le frequenze necessarie alla tecnologia ad un uso LIBERO senza scopo di lucro, anche perlomeno IN PARTE, non sembra sia stata presa in alcuna considerazione !
Ciò NON PARE ASSOLUTAMENTE IN LINEA con quanto, anche a livello Comunitario, sia stato sempre espresso come diritto d'accesso alla tecnologia da parte dei cittadini, ispiratore di varie direttive EU in ambito ICT a far capo dalla nota direttiva quadro del Parlamento Europeo e del Consiglio, n. 2002/21/CE del 7 marzo 2002, che "istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica" (rif. 3) e ribadito nei vari titoli del capitolo "Società dell'Informazione", (rif. 4).
Nel caso particolare del WI-MAX, non stiamo parlando di tecnologie il cui costo in termini di infrastruttura sia molto elevato o riconducibile ad altre tipologie di servizi mobili anche di ultima generazione, ma di una SOLUZIONE DI INTERNETWORKING BEN DIFFERENTE, in grado di coprire molti aspetti e molti usi rispetto alle attuali soluzioni di connettività e servizi mobili e fissi ed il cui costo in configurazione ad uso personale rientra nei parametri di un investimento "casalingo" (poche centinaia di Euro), nonchè in quelli poco più elevati di un'attività amatoriale – quale potrebbe essere quella di un'associazione radioamatoriale – per un'installazione in grado di servire alcune decine di utenti.Non sembra quindi giustificato un approccio anteponente il permesso dello sfruttamento commerciale a vantaggio degli operatori del settore – con conseguente chiusura dello spettro radio interessato - all'uso privato SENZA SCOPO DI LUCRO a favore dei singoli cittadini italiani ed europei delle medesime frequenze e tecnologie.In tal modo si verificherebbe di fatto una DISCRIMINAZIONE di TECNOLOGIA ai danni dei cittadini e consumatori, poichè diverrebbe di fatto impossibile o molto difficile utilizzare il WI-MAX in regime libero a fronte di un'assegnazione dell'intero spettro frequenze (o della maggior parte di esso), a fini commerciali; verrebbe cancellata quindi la possibilità per chiunque di utilizzare in maniera AUTONOMA e LIBERA le apparecchiature STANDARD atte a realizzare le reti in questione, il cui commercio e diffusione sono invece mondialmente permessi (e riconosciuti anche in territorio Europeo).
Una tale DISCRIMINAZIONE TECNOLOGICA sarebbe in contrasto con i principi cardine contenuti nell'emanazioni Comunitarie del settore "Società dell'informazione" sopracitata, cap. Verso un nuovo quadro per l'infrastruttura delle comunicazioni elettroniche, oltreché ben poco libertaria e democratica.


ON LINE è PRESENTE UNA PETIZIONE EUROPEA PER RENDERE LIBERO IL WIMAX CLICCA SUL LINK A FIANCO PER SAPERNE DI PIU'

26 settembre 2007

BUON COMPLEANNO SILVIO

E' sempre difficile scegliere un regalo per il compleanno di un amico che ha già tutto. Mettiamo il caso che il festeggiato non sia proprio un amico, ma un ex Presidente del Consiglio che possiede veramente tutto. Forse un film che pochi hanno avuto la possibilità di vedere e che documenta la storia del periodo berlusconiano può essere una buona idea. Speriamo sia di suo gradimento.

La serata prevede la Proiezione del film "Quando c'era Silvio" di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani.
L'ingresso è rigorosamente GRATUITO.
L'inizio dei festeggiamenti è previsto per le ore 21:00 il 28 Settembre alla Sala Polivalente di Voltabarozzo, Via Piovese 74.(dopo il ponte di Voltabarozzo, svoltare subito a destra al semaforo)

Questa iniziativa è organizzata da laRete

22 settembre 2007

BUONI O CATTIVI...MAESTRI

Nella società di oggi esiste un'opportunità per la gente che solo uno o due decenni fa non esisteva, la gente oggi hai i mezzi per poter dire apertamente quello che vuole; internet, radio, TV: ormai la gente è entrata a far parte dei mezzi di comunicazione, talk show, reality show e varietà che pongono al centro del programma il "Signor e la Signora Rossi" ne sono l'esempio. Tuttavia c'è da dire che il mezzo di comunicazione affascina, abbaglia, e agli occhi della moltitudine infonde importanza, "divinità" , a coloro che lavorano e sono attori del mezzo per il semplice fatto di essere trasemssi su scala universale. Non è importante cosa fai e perche lo fai, l'importante è essere lì all'interno di quello schermo.
Ecco perchè il più delle volte la gente comune non sfrutta a pieno tutte le potenzialità del mezzo ma si limita ad avere un ritorno personale, quasi effimero; il che al giorno d'oggi puo essere visto come una colpa, ma non è su questo che pongo l'attenzione.

I professionisti che ogni giorno sono a contatto e formano il mezzo, si dividono in intrattenitori e informatori; pace se l'intrattenimento in TV non intrattiene a mio avviso più di tanto, ma peccato davvero se l'informazione non informa come dovrebbe.

Al di là delle costrizioni editoriali che abbiamo già trattato nel corso della nostra attività durante il nostro primo anno e mezzo (vedi questioni Luttazzi, Biagi, Santoro, Guzzanti) qui Mauro Mazza dà un visione quasi istigatrice di Beppe Grillo. Ma come si può affermare che il fenomeno Grillo nasce "con un colossale Vaffa"?? Il Sig. Mazza quale direttore del tg 2, quindi nel ruolo di informatore del mezzo di comunicazione, come può ignorare che il fenomeno Beppe Grillo è nato nel 2005 con la creazione del famoso blog? E come può ignorare che la manifestazione del V-day è solamente la concretizzazione di anni di attività che partono dai lontani primi anni '90?? Un umilissimo consiglio potrebbe essere quello di leggere la pagina di Wikipedia relativa al comico. Mazza prosegue dicendo che "in Italia c'erano cattivi maestri che additavano come nemico, un commissario, un giornalista, un magistrato" e che, volenti o nolenti, suscitavano il desiderio di qualche pazzo di premere il grilletto. Ora, dal criticare qualcuno a parole per qualche suo peccato, al generare la necessità di passare all'azione pratica, ci passa un mare. Esistono una serie di processi mentali e non, una serie di cause e motivazioni che sono strettamente personali e nessun mezzo di comunicazione credo abbia la forza per saltare e sostituirsi a questo processo.

Cosa dovremmo dire del caso Cogne? qualcuno per caso ha ammazzato la Franzoni, additata da ogni media esistente e sottoposta a pressioni quotidiane? E Garlasco? qualcuno sta per premere il grilletto sul fidanzato?

Forse i cattivi maestri dei mezzi di comunicazione sono altri.



LABORATORIO '48 ON THE MOVE

Continuiamo le nostre uscite nel territorio padovano. Per questo week end, 21 – 22 – 23 Settembre siamo con il nostro stand al FORUM FESTIVAL GIOVANILE organizzato dall’associazione C’ENTRO DENTRO.
Sede del forum sono gli impianti sportivi Ceron a Selvazzano Dentro.
Venite a trovarci!! Può essere una grande occasione per conoscere realtà diverse, approfondire la partecipazione, e perché no, scoprire informazioni e notizie, anche sconcertanti, che non purtroppo conosciamo.
DAI CHE N’DEMO!!!!!!!






P.S. dai che n’ demo è il nome della festa!
Per info:

Impianti Sportivi Ceron,Via Euganea, Selvazzano Dentro (PD) Come arrivarci: Da PADOVA: Alla rotonda del negozio delle ferrari, incirconvalazione, prendere Via Euganea: proseguire dritto superandol'areoporto, Brusegana, Tencarola. Dopo il Ponte Azzurro di Tencarola,al semaforo proseguire dritto per 500m. Dopo L'Hotel Piroga, sulladestra vedrete il complesso degli impianti sportivi.

10 settembre 2007

QUALCOSA E' CAMBIATO

Sono giorni duri per la politica. Mi riferisco alla politica “di palazzo”, quella degli slogan lanciati dalla tv, quella dei quotidiani battibecchi tra gli schieramenti, quella che va in onda ogni giovedì sera dal salotto di casa Vespa. Ore ed ore a discutere del nulla.
Di politica vera ormai non se ne parla più da anni. Gli Italiani sono bombardati continuamente da frasi standard recitate dal politico di turno, e la cosa deprimente è che non te ne accorgi nemmeno. I giornali e i TG si limitano a ripetere.
E si che di cose da dire ce ne sarebbero un sacco, come i costi della politica. Dei lussi che i nostri politici si concedono alla faccia di chi porta a casa 1000 € al mese non se ne parla mai. Come non si parla mai delle stragi sul lavoro, di milioni di giovani-precari senza un futuro, di malasanità, dei problemi dell’ambiente, di legalità con, in primis, la lotta alla mafia.
Niente di niente. La cronaca nerissima occupa ininterrottamente le prime pagine dei giornali e tutto il resto non ha più importanza.

Poi un giorno sembra che qualcosa si muova. Un comico organizza quasi per scherzo un’iniziativa di piazza, un esperimento più che una manifestazione.
E ad accorrere sono in centinaia di migliaia, si fiondano sui banchetti sparsi per tutta Italia a flotte. È un successo inaspettato pure per lui.

Quello che non si comprende è se Beppe Grillo si sia reso conto di cosa stia succedendo, se si renda conto del fatto che hanno più presa sulla gente i suoi proclami che non quelli di Fassino, Berlusconi, D’Alema…
Perché ormai mi sembra evidente che è nato un movimento popolare vero e proprio attorno alla sua figura. Centinaia di meet-up in tutta Italia, a decine sparsi per il resto del mondo, tutti per portare sulle piazze le sue battaglie. Giovani dai 20 ai 30 che si impegnano per migliorare questo paese, rendendolo meno ipocrita e più vicino alla gente.
È di questo che l’Italia ha bisogno.
I politici per il momento fanno finta di nulla,più di 300 mila firme in 24 ore non gli sfiorano neppure. Solo pochi si sbilanciano con qualche timido commento.
Bossi si stupisce, Casini si arrabbia, Bersani ascolta, Veltroni e Di Pietro appoggiano.

Beppe ormai deve rendersi conto che non può più limitarsi a fare semplicemente il comico. Lui ha dato il via a qualcosa e questo qualcosa gli Italiani l’hanno colto. Ora deve continuare su questa strada e non fermarsi più come giustamente lui stesso ha dichiarato dal palco di Piazza Maggiore a Bologna in occasione del “suo” V-day.
Grillo ha lanciato un segnale alla classe politica e una speranza agli Italiani, ora spetta a noi saperla gestire al meglio.