Un partigiano fiorentino ci spiega con estrema lucidità la storia d'Italia, dalla Resistenza al consumismo, da Berlusconi al revisionismo storico passando per Carlo Giuliani.
Da vedere con estrema attenzione.
“Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta.” Piero Calamandrei
Un partigiano fiorentino ci spiega con estrema lucidità la storia d'Italia, dalla Resistenza al consumismo, da Berlusconi al revisionismo storico passando per Carlo Giuliani.
Da vedere con estrema attenzione.

E’ semplicemente strepitoso lo slancio con cui, all’annuncio del V2-Day a Torino, i vertici del Pd torinese hanno subito organizzato una manifestazione di piazza come non se ne vedevano da anni per il 25 Aprile.Mi ha commosso in particolare l’attivismo resistenziale di uno dei dirigenti locali degli ex-Ds, Stefano Esposito, noto alle cronache torinesi soprattutto per essersi occupato di sale bingo. Mi auguro che venerdì, in piazza San Carlo, riusciremo a collegarci idealmente all’altra piazza, spiegando che il V2-Day è la naturale prosecuzione delle battaglie in difesa della Costituzione. Che contempla, fra l’altro, l’articolo 21, quello sulla libertà d’informazione, il più calpestato in questi anni da destra e anche in parte da sinistra insieme all’articolo 3 (“Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, senza distinzione di razza, religione” eccetera).Come sai, dei tre referendum per i quali raccoglieremo le firme mi appassiona soprattutto il terzo, che ritengo decisivo in un Paese ancora in gran parte “televisivo”. Se davvero riusciremo - insieme all’abolizione di un ente inutile come l’Ordine dei giornalisti e al disboscamento della jungla di finanziamenti pubblici a giornali finti di partiti veri, a giornali veri di partiti finti, a giornali finti di partiti finti – a radere al suolo la legge Gasparri e le altre che l’hanno preceduta, tutte dettate o scritte direttamente dal Cainano a proprio uso e consumo, faremo saltare il tappo più grosso che imprigiona la democrazia italiana. Lo dico perché penso che questo V-Day riuscirà in pieno solo se non passerà alle cronache come la giornata del vaffanculo ai giornalisti, ma come la fine del regime televisivo che opprime e sfigura l’Italia dagli anni 80. Ancora 15 anni fa, il Cainano avrebbe perso sonoramente le elezioni, se avesse detto ai suoli elettori “Di Pietro mi fa orrore” e “Mangano è un eroe”. Infatti nel ’94 vinse inneggiando a Di Pietro, a Falcone e a Borsellino. Il 13 aprile, invece, dopo 15 anni di bombardamento a reti unificate, ha stravinto beatificando Mangano e maledicendo la magistratura.Il V2-Day, almeno per come lo vedo e lo auspico io, dovrà rimuovere il macigno “di sistema” che blocca la libertà d’informazione. E dovrà dare la sveglia ai giornalisti, perché riscoprano i valori profondi della propria missione: per esempio, il dovere di dare tutte le notizie. Perché il problema in Italia sono anche i politici, gli editori e certi direttori. Ma soprattutto il problema sono i giornalisti, che spesso si autocensurano prim’ancora che qualcuno li censuri. Come diceva Leo Longanesi: “In Italia non è la libertà che manca: mancano gli uomini liberi”. Aiutiamoli, aiutiamoci a esserlo tutti dal 25 aprile in poi." Marco Travaglio
Questo non significa che il voto dei giovani si cristallizzerà anche nelle prossime tornate elettorali: soprattutto nel nostro Paese il voto giovanile rimane mobile, instabile e a volte sorprendente. Proprio come nel caso delle politiche 2008. Elezioni in cui la tripartizione del Veneto, che vede sostanzialmente pari PdL, Lega e Pd si trasforma, nella popolazione giovanile, in una netta prevalenza leghista. Il 40% degli elettori veneti tra i 18 e i 25 anni ha dunque votato per la Lega, il 21% ha dato fiducia a Walter Veltroni, mentre il 16% ha orientato la sua preferenza verso il Popolo delle Libertà. Quali le motivazioni del successo leghista? La radicalità di alcuni atteggiamenti e l’immediatezza di alcuni slogan hanno fatto di sicuro presa sull’elettorato giovanile, costruendo in alcuni casi modelli che i piu’ giovani hanno scelto di seguire ed imitare. Una campagna elettorale basata sulla paura del diverso e sullo spirito campanilista hanno di sicuro contribuito a questo successo. La proposta di Veltroni, penetra con difficoltà tra i giovani veneti. Rispetto ai bassi consensi espressi durante il governo Prodi, la campagna innovativa di Veltroni e i suoi slogan hanno fatto un piccolo miracolo, ma evidentemente non è stato sufficiente. A questo dobbiamo anche aggiungere che il movimento dei Giovani Democratici, organizzazione giovanile del PD non è nella nostra regione al 100% delle sue potenzialità, a causa di una fase di transizione e costituente che sta attraversando da molti mesi.
Per info sull'attività della Carovana: http://www.carovanaperlacostituzione.it/
